Il ricorso dei docenti: il TAR respinge le censure
Con la sentenza n. 10959 del 15 giugno del 2026, il TAR Lazio ha respinto il ricorso proposto da numerosi docenti universitari contro la disciplina attuativa del semestre filtro. I ricorrenti sostenevano che l’organizzazione del primo semestre dovesse essere rimessa alle decisioni dei singoli atenei. Il TAR Lazio ha, invece, ricondotto il semestre a una duplice funzione, rappresentando sia un’attività universitaria che una procedura selettiva nazionale. Tale natura permette di giustificare l’individuazione di un nucleo comune di insegnamenti e l’adozione di modalità omogenee di verifica delle conoscenze. L’uniformità dei contenuti delle prove è, infatti, necessaria per formare una graduatoria nazionale comparabile e garantire la parità di trattamento tra i candidati. La limitazione è correlata a una parte definita del percorso universitario e lascia intatta l’autonomia degli atenei in relazione alla didattica e all’organizzazione delle attività formative.
Analoghe considerazioni valgono per la libertà di insegnamento. La predisposizione di un syllabus nazionale è necessaria per definire un nucleo di conoscenze minime comuni e la centralizzazione delle prove, garantita dal supporto tecnico di CINECA, consente di assicurare la comparabilità dei risultati.
I ricorsi degli studenti e la verifica delle modalità di correzione
Con la sentenza n. 11794 del 26 giugno 2026, il TAR Lazio si è pronunciato sul ricorso promosso da alcuni studenti in merito alla concreta gestione delle prove e agli effetti prodotti sulla graduatoria nazionale. I ricorrenti chiedevano l’annullamento della mancata ammissione al corso di laurea in medicina e la rideterminazione della propria posizione, lamentando modalità di correzione poco trasparenti e non uniformi.
I profili sottoposti all’attenzione del giudice amministrativo hanno riguardato la correzione dei quesiti a risposta multipla nonché la tracciabilità delle operazioni che conducono dall’elaborato al punteggio e, successivamente, dall’esito della prova alla posizione individuale nella graduatoria. Numerose sono state anche le richieste di accesso agli atti relative alle griglie di valutazione e ai verbali di associazione dei punteggi alle schede anagrafiche dei candidati.
Il Tribunale ha ritenuto che l’elenco delle risposte corrette e dei sinonimi ammessi potesse integrare, nella sostanza, la griglia di valutazione utilizzata per la correzione. Infine, ha riconosciuto l’interesse dei candidati ad accedere ai verbali relativi all’associazione dei punteggi.
Il quadro applicativo per l’anno accademico 2026/2027
Per l’anno accademico 2026/2027, il Ministero ha confermato l’impianto del semestre aperto. L’iscrizione è libera, mentre l’accesso al secondo semestre dei corsi di laurea in medicina, odontoiatria e veterinaria dipende dal superamento degli esami previsti e dalla collocazione in posizione utile nella graduatoria nazionale.
Gli insegnamenti fondamentali restano tre e i relativi programmi sono stati ridefiniti attraverso i syllabus nazionali aggiornati, con l’obiettivo di ridurre le sovrapposizioni tra le discipline. Le prove continuano a essere strutturate in quesiti a completamento e a risposta multipla. In fase di iscrizione, gli studenti devono indicare le sedi in cui intendono proseguire il percorso e, in caso di mancata collocazione in posizione utile, un corso affine.
Le questioni ancora aperte sull’accesso a medicina
La sentenza n. 10959 del 2026 conferma la legittimità dell’impianto generale della riforma. Permangono, tuttavia, i profili di criticità relativi alla concreta gestione delle prove, alla trasparenza delle operazioni di correzione e alla corretta formazione della graduatoria, come evidenziato dalla sentenza n. 11794 del 2026.
La riforma si trova pertanto in una fase di consolidamento: il giudice amministrativo ha riconosciuto la legittimità del modello generale ma l’applicazione concreta del sistema continua a essere sottoposta al controllo giurisdizionale nei casi in cui siano dedotte irregolarità specifiche nella procedura selettiva.