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07 lug 2026 10:06 7 luglio 2026

La proposta di riforma delle professioni sanitarie

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Normativa

Il disegno di legge contenente “Delega al Governo in materia di professioni sanitarie e disposizioni relative alla responsabilità professionale degli esercenti le professioni sanitarie”, di iniziativa governativa, è stato presentato il 13 novembre 2025 ed è attualmente in corso d’esame presso la Commissione XII Affari Sociali.

Il disegno di legge si propone l’obiettivo di potenziare il Servizio sanitario nazionale e di assicurare la disponibilità delle risorse umane necessarie a garantire i livelli essenziali di assistenza, nel rispetto dei principi della dignità e centralità della persona e dei bisogni del malato (art. 1).

Alcuni principi e criteri direttivi specifici enunciati dal disegno di legge rivestono particolare interesse per l’ordinamento lavoristico. Si pensi, ad esempio, ad alcune delle finalità perseguite: riordinare e razionalizzare le forme di lavoro flessibile per l’impiego dei medici in formazione specialistica nel Servizio sanitario nazionale (art. 3, co. 1, lett. a)); favorire la permanenza in servizio del personale sanitario e del personale che opera in particolari condizioni lavorative ovvero in aree disagiate (art. 3, co. 1, lett. c)); garantire la sicurezza dei professionisti sanitari nello svolgimento dell’attività lavorativa (art. 3, co. 1, lett. e)); promuovere meccanismi premiali legati alla valutazione della prestazione, con riferimento anche alla riduzione delle liste d’attesa (art. 3, co. 1, lett. f)); valorizzare le competenze professionali del personale sanitario (art. 4).

Il disegno di legge si pone anche l’obiettivo di riformare la disciplina degli ordini delle professioni sanitarie di cui alla legge 11 gennaio 2018, n. 3 (art. 6) e di modificare la disciplina della responsabilità civile degli esercenti le professioni sanitarie (art. 8, in particolare co. 1, lett. b)).

In attesa che venga eventualmente approvato il testo definitivo, i numerosi emendamenti sinora presentati hanno insistito, in particolare, per il superamento del vincolo di incompatibilità per i medici dipendenti del Servizio sanitario nazionale, per quelli convenzionati e per il personale non dirigenziale infermieristico, ostetrico e delle professioni tecniche, della riabilitazione e della prevenzione. Hanno insistito, inoltre, per il riconoscimento del carattere usurante dell’attività sanitaria e per il rafforzamento della disciplina di prevenzione e di contrasto alle aggressioni al personale sanitario.

Gli emendamenti presentati hanno prospettato anche l’introduzione di uno specifico inquadramento giuridico del medico specializzando ed il reclutamento diretto, da parte degli enti del Servizio sanitario nazionale, di infermieri tramite contratti di collaborazione libero-professionale.

Quanto alla dirigenza medica e sanitaria, gli emendamenti hanno proposto l’adozione di procedure concorsuali di accesso semplificate e trasparenti, anche mediante il riordino e la semplificazione delle fonti normative vigenti; l’introduzione di forme di flessibilità contrattuale, con agevolazione dell’accesso al part-time e con la previsione di differenti regimi di impegno orario; l’istituzione di un modello di libera professione sanitaria allargata e flessibile, compatibile con l’orario di lavoro istituzionale e con l’esclusività del rapporto di lavoro.

Da ultimo, va ricordato che gli emendamenti hanno riguardato anche altre figure professionali come gli osteopati, i massofisioterapisti e gli psicologi, a dimostrazione dell’ampio raggio d’azione della proposta di riforma.